Via Lata - Santa Maria in Via Lata

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Via Lata

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La Fontana del facchino (acquaiolo)
 
È un’opera di origine incerta, attribuita a Jacopo Del Conte che l'avrebbe realizzata tra il 1587 ed il 1598.
A partire dal ‘600 il Facchino divenne una delle 'statue parlanti' di Roma, insieme con Pasquino, destinato alla nobiltà, Marforio alla borghesia e il facchino al popolo di più umile condizione (Teodoro Sprenger in Roma nova delineata - Francoforte, 1660, p. 20).
Si trovava sulla via del Corso di rimpetto alla chiesa di S. Marcello;
nel giugno 1872 fu spostata in Via Lata, e come prima, a ridosso del muro del palazzo De Carolis Simonetti.
Nella primitiva sede la sormontava una lapide dedicatoria in latino, perduta nello spostamento.
Ma ci è stato tramandato il testo:



ABVNDIO RITIO
IN PVBLICIS STILLICIDIIS CORONATO
IN LIGANDIS SVPERLIGANDISQUE SARCINIS
EXPERTISSIMO
QVI VEXIT QVANTVM VOLVIT
VIXIT QVANTVM POTVIT
ET DVM VINI CADVM
INTVS ET EXTRA PORTABAT
NOLENS OBIIT


Ad Abbondio Rizio,
insuperabile frequentatore di bettole,
espertissimo
nel legare e fare imballaggi,
il quale trasportò quanto peso volle,
visse quanto poté,
e mentre portava un orcio di vino
dentro di sé e un altro a braccia,
non volendo, morì.


Editti di altri tempi (?) in via Lata.

 
 
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